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Quella stupenda strategia antistress chiamata pennichella

Sulla gestione dello stress nell’attività professionale abbiamo dedicato molti articoli in passato e per chi volesse approfondire c’è anche un libro dedicato all’argomento. Oggi affronteremo l’importanza del riposo tra le strategie migliori per gestire lo stress. In particolare parleremo del riposo post pranzo, anche detta “pennichella”.

L’organismo umano ha dei suoi cicli circadiani, cioè cicli di sonno-veglia e ciascuno ha il proprio. L’ideale, per rispettare i ritmi naturali, dovrebbe essere assecondare tali cicli, ma non sempre ciò è possibile nella realtà quotidiana moderna (anzi a dire il vero, non è quasi mai possibile).

Sarà capitato a tutti di sentirsi stanchi e sonnolenti a metà giornata, più o meno dopo la pausa pranzo. Ciò è dovuto non solo all’attivarsi della digestione, ma anche al calo della temperatura corporea e al rilascio della melatonina, l’ormone del sonno. I nostri nonni sapevano bene cosa fare a tal proposito: una bella pennichella. Oggi quasi mai per chi lavora è possibile fare la pennichella nel senso tradizionale del termine (a dire il vero c’è chi ancora mi dice che riesce addirittura a mettersi il suo bel pigiamino e farsi un’oretta di sonno a casa, ma penso che siano oramai un esiguo numero di fortunati).

Che fare allora? Combattere con il caffè zuccherato questa esigenza non è la miglior soluzione, perché porta a nervosismo e all’aumento dello stress. Molto meglio, come illustri università hanno dimostrato, assecondare con 15-20 minuti di relax profondo, che può essere per alcuni sonno e per altri solo relax.

C’è chi su questo ha costruito un vero e proprio business.

Marco Angeletti

mangeletti@karakter.it

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