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La ricerca della felicità

Segui le tue passioni. Da qui partiamo e qui torneremo alla fine.

Un giorno morirai. Sì, ma gli altri giorni no”. Questo il dialogo tra Charlie Brown e Snoopy. Quanta semplice verità spesso ignorata nella frenesia della vita di tutti i giorni. Nella mia attività di coach e di formatore mi trovo spesso a dover rispondere alla domanda: “ma qual è il segreto per vivere felici?”. Bella domanda. Tanti ritengono di avere la formula magica o di aver capito la chiave di volta. Non lo so, non voglio entrare nel novero dei guru che hanno sempre le risposte pronte. Poi su questi temi la risposta penso che non esista proprio. Se partiamo dall’dea che la felicità è qualcosa di intangibile, di impermanente e di soggettivo, come potrebbe esistere una risposta?!

Il termometro della felicità

Se non la risposta, forse però esiste un “termometro” che può permettere a ciascuno di misurare i proprio grado di vicinanza alla felicità. Quel famoso “orecchio” interno che tutti possediamo e di cui abbiamo parlato nelle puntate precedenti di questo blog sicuramente ci può aiutare.

L’orecchio interno è quella connessione che unisce la nostra capacità di pensare ai nostro sentimenti e stati d’animo, la nostra capacità di pensare e insieme “sentire” come stiamo. Con i miei coachee alleniamo tanto questa facoltà che, proprio come un muscolo, va allenata quotidianamente e permette a ciascuno di essere più “vicino a se stesso”. Questo è poi l’obiettivo del coaching: permetterti di diventare il miglior alleato di te stesso.

Provate dunque anche fisicamente a volgere il vostro orecchio destro nella direzione del vostro ombelico, come ad indicargli che deve solo ascoltare cosa “viene su dalla pancia”. È la pancia di ciascuno, se ascoltata, a dire in ogni momento se siamo sulla nostra strada, se stiamo facendo le cose che ci piacciono, ci realizzano, ci sono utili.

Pensieri funzionali e disfunzionali

Ricordiamoci che ogni nostro pensiero, ogni nostra azione e comportamento non è utile o inutile di per sé, ma sempre in funzione di un obiettivo che ci siamo posti. Pensare in un certo modo e agire di conseguenza diventa allora FUNZIONALE al nostro obiettivo, STRATEGICO in un percorso fatto di piccole scelte come tasselli di un percorso che ci porterà da dove siamo a dove desideriamo trovarci.

Infine ricordiamoci che la PAURA è un meccanismo fondamentale di cui la natura ci ha dotato a scopo difensivo ed è utilissima. Ma quale ruolo ha? La paura richiama l’attenzione su situazioni di potenziale pericolo, quindi la sua funzione primaria è farci ponderare, rallentare, valutare, prima di agire. La paura NON deve mai invece determinare la direzione. Nel coaching il comportamento dettato dalla paura si dice che è gestito dalla LEVA VIA DA. Ci porterà lontano da…ma non si sa esattamente dove… e poi ci lamenteremo che ciò che abbiamo non corrisponde a ciò che avremmo voluto.

Allora cosa dovrebbe dirigere la nostra vita e le nostre scelte? Sicuramente la PASSIONE e il DESIDERIO per ciò che ci piace, ci realizza, ci è utile, ci attrae. Anche di fronte ad un errore o, se preferite, fallimento (bruttissimo termine) non avremo mai perso, ma avremo guadagnato una esperienza che ci rinforzerà per il futuro. La leva che ci guida in questo caso è la LEVA VERSO, quella del desiderio. Potrà sembrare a molti un luogo comune, cose già sentite, ma non sarà un caso che tutti i grandi uomini della storia, dalla politica alle scienze, dalla musica allo sport, dall’imprenditoria all’impegno umanitario richiamano sempre la stessa fonte come origine di una vita felice: seguire la passione per ciò che si ama.

Come gli antichi affermavano e Luciano De Crescenzo ha ripreso in un suo famoso film:

 

Molti studiano come allungare la vita, quando invece dovrebbero allargarla

Marco Angeletti

mangeletti@karakter.it

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